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E chi
si ammala per piu' di 10 giorni dovra' farselo certificare
da asl ospedali o pronto soccorso
Dipendenti
pubblici: giro di vite sulle malattie, via a decurtazioni
e maggiori controlli
Se il decreto n.112 verrà
approvato, dal 2009 solo stipendio base per chi è
malato per meno di 10 giorni
ROMA - Il giro
di vite sulla scuola contenuto nel decreto legge n.
112 non prevede solo il taglio agli organici, pari a
130.000 posti in quattro anni, conseguente ad una riduzione
di spesa che si stima pari a 7,8 miliardi di euro entro
il 2012, ma anche alcune importanti restrizioni e penalizzazioni
in caso di malattia e utilizzo dei permessi retribuiti
da parte del personale.
NORME SULLA MALATTIA
- Larticolo 71 del decreto contiene infatti
delle novità che, qualora venisse convertito
definitivamente in legge, a partire dal 2009 verrebbero
applicate a tutti i dipendenti pubblici: quella che
sicuramente farà discutere non poco è
lassegnazione del solo stipendio base («con
esclusione di ogni indennità o emolumento, comunque
denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonché
di ogni altro trattamento accessorio» recita il
decreto) per chi usufruisce di meno di 10 giorni di
malattia consecutivi. Ma non solo: praticamente prive
di valore legale diventerebbero, tranne che per la prima
volta, le giustificazioni prodotte da medici e strutture
ospedaliere privati. Per coloro che infatti si assenteranno
«per malattia protratta per un periodo superiore
a dieci giorni, e, in ogni caso, dopo il secondo evento
di malattia nellanno solare - spiega il decreto
legge 112 - lassenza viene giustificata esclusivamente
mediante presentazione di certificazione medica rilasciata
da struttura sanitaria pubblica» vale a dire Asl,
ospedali o pronto soccorso, che non si fatica a vedere
intasati di malati veri o presunti. Si «allunga»
anche la fascia di reperibilità, sempre in caso
di malattia. Dalle attuali quattro ore complessive al
giorno (10-12 e 17-19) si estende a ben 11 ore: «Dalle
8 alle 13 e dalle 14 alle 20». Orari che, quindi,
bloccano il malato a casa senza alcuna possibilità
(tranne la mattina praticamente allalba, unora
a pranzo e la sera tardi) di uscire. Vi saranno comunque
delle eccezioni: come le malattie conseguenti «ad
infortunio sul lavoro o a causa di servizio, oppure
a ricovero ospedaliero o a day hospital, nonché
per le assenze relative a patologie gravi che richiedano
terapie salvavita».
(04.07.2008
)
Fonte:
www.corriere.it
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