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Più
propensi a rifornirsi di merendine coloro che non stanno
a letto almeno 8 ore
Chi
dorme poco mangia snack e ingrassa
I
risultati di uno studio americano: meno ore di sonno
inducono ad un maggiore consumo di cibi grassi
Poco
sonno fa ingrassare e adesso un gruppo di ricercatori
dellUniversità di Chicago ha trovato negli
snack i veri colpevoli di questo poco gradevole effetto
collaterale dellinsonnia. Perché il fenomeno
«chili in più» si manifesti ci vogliono
però le condizioni adatte: linsonne deve
passare la giornata in un ambiente che non solo costringe
allinattività fisica, ma che consente anche
un facile accesso al cibo. Un ufficio per esempio, vicino
a un bar oppure dotato di macchinette distributrici
di biscotti, merendine, patatine fritte o cioccolato.
Cibi ad alta energia, che diventano «sostituti
del sonno» per chi ha passato mezza notte in bianco.
CINQUE
ORE E ½ - I ricercatori americani, guidati
da Plamen Penev, hanno documentato questo effetto studiando
undici volontari che a turno dormivano cinque ore e
mezzo oppure otto ore: nel primo caso le persone, durante
il giorno, erano più inclini a consumare snack
rispetto a quando trascorrevano la notte dormendo a
lungo. Dormire otto ore per notte, secondo gli esperti,
potrebbe dunque aiutare a mantenere il proprio peso
nella norma. La ricerca è stata presentata a
Sleep 2008, il meeting annuale delle società
americane che studiano i problemi del sonno, in corso
a Westchester. Ma come riuscire a dormire otto ore se
si soffre di insonnia? Unaltra ricerca, presentata
sempre al congresso Sleep 2008, suggerisce che un moderato
esercizio aerobico può ridurre lo stato di ansia
e migliorare la qualità del sonno nelle persone
con insonnia cronica.
ESERCIZIO
MODERATO - Esercizio moderato, non unattività
aerobica pesante o unattività di resistenza:
confrontando infatti questi tre tipi di allenamento
in un gruppo di 36 persone (otto uomini e 28 donne)
Giselle Passos, una ricercatrice della Federal University
di San Paolo in Brasile, ha dimostrato che soltanto
nel primo caso le persone si addormentavano prima (con
una riduzione del periodo di latenza del sonno del 54
per cento), dormivano più a lungo (21 per cento
in più) e meglio (lefficienza del sonno
aumentava del 12 per cento) con una riduzione dellansia
del 7 per cento. Lesercizio fisico dunque si rivela
un buon sistema (che fa a meno dei farmaci) per combattere
linsonnia, un disturbo che interessa almeno il
30 per cento della popolazione adulta ed è più
frequente fra gli anziani e le donne.
I
CONSIGLI - In aggiunta lAmerican Academy of
Sleep Medicine fornisce una serie di consigli (qualcuno
ovvio, ma che vale la pena di ricordare) su come garantirsi
una notte di buon riposo. Eccoli:
- andare a dormire sempre alla stessa ora
- stare in un ambiente tranquillo prima di coricarsi
- cercare di dormire sempre tutta la notte
- evitare cibi o bevande che contengono caffeina, o
medicine a effetto stimolante prima di andare a letto.
- non portarsi a letto le preoccupazioni
- non andare a letto digiuni, ma non mangiare troppo
prima di coricarsi
- evitare unattività fisica pesante entro
le sei ore prima di andare a dormire
- mantenere la camera silenziosa, senza luci e un po
fredda
- alzarsi alla stessa ora tutti i giorni
Adriana
Bazzi
(
12.06.2008 )
Fonte:
www.corriere della sera.it
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