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Addio,
"numero privato" mai più chiamate nascoste
Un'azienda
americana ha allestito un servizio che permette ai cellulari
dei suoi utenti di identificare il numero celato e all'occorrenza
anche l'identita del titolare. Per ora solo negli Usa
Chi
non ha mai amato ricevere sul proprio cellulare le classiche
telefonate anonime, in cui il numero del chiamante è
oscurato, potrà adesso contare su un alleato
che promette di smascherarle tutte. Si chiama Trapcall
(o "chiamata in trappola"), il nuovo servizio
lanciato in questi giorni dalla TelTech Systems, un'azienda
del New Jersey. Servizio "unico al mondo",
secondo quanto dichiarato dai suoi creatori, ma, per
adesso, ad uso e consumo esclusivo degli americani.
Altre
opzioni offerte sono la possibilità di creare
una lista nera di numeri dai quali non si vuole più
essere raggiunti, e di ottenere nome, cognome e persino
l'indirizzo del chiamante. La stessa azienda aveva già
fatto discutere nel 2005, quando aveva presentato un
altro controverso servizio in abbonamento e ancora sul
mercato: la "Spoof Card" che, nell'effettuare
una chiamata, permette di camuffare il proprio numero,
inviandone dunque al ricevente uno totalmente falso.
Partiamo
dalla trovata più recente: la TrapCall. Il funzionamento
è estremamente semplice: quando si riceve una
telefonata anonima sul proprio cellulare, basterà
premere il bottone attraverso il quale normalmente si
sceglie di rifiutarla. Mentre chi vi chiama continuerà
a sentire la linea libera, la telefonata sarà
inoltrata ad una apposita centrale predisposta dalla
TelTech Systems, che provvederà a smascherare
quel numero, e a reinoltrarlo sul vostro cellulare.
L'intera operazione dura pochi secondi.
Dietro
a questo meccanismo c'è un espediente in realtà
abbastanza banale, relativo alla gestione delle telefonate
anonime da parte dei numeri verdi. In America, infatti,
quando si effettua questo genere di chiamata, tutti
i numeri vengono automaticamente resi visibili (fondamentalmente
perché è il ricevente a pagare per quella
chiamata e deve sapere da dove proviene). Trapcall non
fa altro che indirizzare la telefonata diretta al vostro
cellulare ad un numero verde interno, che può
dunque effettuare l'operazione di "rivelazione".
Per far funzionare il tutto, bisogna registrarsi tramite
il sito: a quel punto si riceverà un codice,
col quale reimpostare il proprio cellulare.
Attualmente
il servizio è disponibile su buona parte degli
operatori telefonici americani, e su ogni genere di
dispositivo portatile. Abbonandosi è anche possibile
ricevere i dati anagrafici del chiamante (nome, cognome
e la residenza). Dati, dicono dalla TelTech, che sono
stati reperiti attraverso dei comuni database commerciali.
Il servizio di abbonamento basic, definito "trappola
per mosche", è gratuito, e richiede solo
la registrazione on-line: offre il riconoscimento delle
chiamate anonime, e la possibilità di creare
una blacklist di numeri dai quali non si vuole essere
raggiunti (il chiamante riceverà una comunicazione
generica di telefono non raggiungibile).
Con
circa 10 dollari al mese, invece, si aderisce al piano
"trappola per topi": in questo caso si ha
anche la possibilità di conoscere il nome e il
cognome del chiamante. L'opzione tariffaria più
dispendiosa è quella da 25 dollari al mese e
si chiama "trappola per orsi": oltre ai servizi
precedenti, dà la possibilità di registrare
le telefonate in entrata e di ricevere tutte le coordinate
anagrafiche, inclusa la residenza, di chi vi sta chiamando.
C'è
un unico caso in cui questo sistema di smascheramento
del numero non funziona: è proprio quando si
utilizza la carta telefonica "SpoofCard",
lanciata sul mercato nel 2005, guardacaso dalla stessa
azienda, e acquistata già da centinaia di migliaia
di utenti. Con questo servizio è possibile inventarsi
di sana pianta il proprio numero prima di effettuare
una chiamata. Ma non sono mancate le polemiche, visto
che in America ha generato la cosiddetta moda dello
"swatting". Si chiama la polizia, facendo
apparire il numero della vittima dello scherzo, e si
simula un rapimento. E, ovviamente, la polizia invierà
sul posto una squadra d'assalto.
La
TelTech Systems prende naturalmente le distanze dagli
usi illeciti delle sue "creature", e fa notare
di aver sempre collaborato con le forze dell'ordine,
permettendo di far arrestare molte persone, inclusi
alcuni hacker che erano riusciti ad accedere alle caselle
vocali di gente famosa o a far riattivare delle carte
di credito. L'abbonamento, in questo caso, prevede l'acquisto
di minuti di chiamate: si parte da 60 (per 10 dollari)
e si arriva a 480 minuti (per 80 dollari). Sul sito
ufficiale della SpoofCard si promette che "a breve
sarà disponibile anche per effettuare chiamate
internazionali", dall'America verso altri Paesi.
(19.02.2009)
Fonte:
www.repubblica.it
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