Cripta della chiesa del Crocefisso di Ugento (Lecce)
---La nascita della cripta è
ricollegabile all'insediamento di fenomeni rurali nei dintorni,
popolazioni che dovettero sfruttare anche il vicino villaggio
rupestre d'origine tardo-romana. Il villaggio rupestre è
costituito da due insediamenti uno alle spalle dell'altro. Il
più piccolo è scavato lungo un costolone prospiciente
un campo. Esso è costituito da una serie di grotticelle,
quasi tutte interrate o occluse, di grandezze differenti; il masso
isolato, in cui sono ricavate le altre grotte, è in più
punti crollato, distruggendo gli strati inferiori dell'insediamento.
Oggi l'insediamento è composto da due grotte più
ampie e da altre più piccole comunicanti tra di loro e
poste a vari livelli; una delle quali è costituita da due
vani di forma elittica, il cui asse è nordest-sudovest;
sulla parete di fondo vi sono tre nicchie e nel vano antistante
sono incise numerose greche, di cui alcune ricrociate. La funzione
originale di tale grotta doveva essere senz'altro civile e adattata
in epoca successiva a cappella.
Assai
prossima alla cripta del Crocifisso e separata dalla via che da
Ugento che porta a Melissano sorge la masseria del Crocifisso
che secondo gli studiosi locali un tempo faceva parte di un complesso
di fabbricati un tempo costituenti una grancia basiliana.
Si
trattava di grosse masserie o fattorie di tipo collettivista i
cui proventi, superflui ai bisogni venivano devoluti per l'impianto
di nuove grancie e stazioni di pesca lungo gli scali abbandonati
del litorale, anche perchè l'uso della carne era vietato
in tali comunità. Della stazione di pesca basiliana, al
porto di Ugento, esiste un ricordo della cosidetta "Casa
del monaco" di cui oggi non resta che un grande vano, eseguito
con pietrame a secco con un vano più piccolo quasi interamente
andato in rovina.
Allo
stato attuale la masseria Crocefisso, si compone di pochi piccoli
vani con annessa chiesetta dedicata alla Madonna di Costantinopoli.
"Detta chiesa è affrescata con pitture originali del
periodo bizantino, che se pure manomesse, conservano ancora lo
splendore e le caratteristiche dell'arte del tempo. Identiche
pitture si notano nella cripta del Crocifisso, anche queste deturpate
da mani inesperte (Corvaglia)". "Nell'interno vi sono
bellissimi affreschi di santi. A sinistra dell'unico altare, sotto
un'incrostazione, si indovinano alcune lettere greche. Ciò
fa pensare che sotto le attuali immagini ce nè siano di
più antiche (Zecca)".