Partecipò
a 63 combattimenti aerei, abbattendo 34 velivoli nemici.
Il
suo primo abbattimento venne effettuato sopra il cielo di Gorizia:
dopo vari minuti di ingaggio riuscì a portarsi con una
cabrata in coda al velivolo avversario che, ricevuti 45 colpi,
non ebbe scampo e precipitò. Baracca atterrò subito
nei pressi dello schianto per sincerarsi delle condizioni del
pilota nemico e congratularsi con lui per il combattimento.
Questo
gesto da parte di Baracca non fu isolato, infatti sosteneva «è
all'apparecchio che io miro non all'uomo».
In
una lettera scritta alla madre ebbe a esprimere tutto il suo dolore
per l'uso di pallottole traccianti, dopo avere visto un aviatore
austriaco, avvolto dalle fiamme, gettarsi nel vuoto da alta quota.
Baracca riteneva che le moderne armi d'ingaggio stavano rendendo
più crudeli i metodi di combattimento.
L'ultimo
abbattimento fu a Borgo Malanotte nei pressi di Tezze di Piave,
mentre stavano arrivando le truppe austriache, tanto che le nostre
retroguardie in ritirata segnalarono al pilota di non scendere
a visionare l'aereo abbattuto, dato l'imminente arrivo del nemico.
http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Baracca